Santa Brigida di Svezia

Santa Brigida di Svezia

Una delle Sante patrone d’Europa è Santa Brigida di Svezia. Ebbe fin da bambina un profondo sentimento religioso, che la portò a fondare l’ordine delle suore brigidine del San Salvatore.

A lei si deve anche la realizzazione del rosario brigidino, approvato da Papa Urbano V; lo si recita in nome di Maria e dei suoi 63 anni vissuti nel mondo.

L’onomastico di chi porta questo nome cade il 23 luglio, giorno in cui la Santa lasciò questa terra.

Storia e vita di Santa Brigida di Svezia

Brigitta Persson nacque nel castello di Finsta nella regione dell’Uppalandi nel 1303. A 14 anni andò in sposa al Governatore Ulf Gudmarson, da quale ebbe 8 figli; rimase vedova nel 1344.

La tradizione dice che Gesù Cristo stesso le affidò il compito di dare vita a un ordine monastico. Per questo si recò a Roma, nel 1349, chiedendo l’approvazione del suo nuovo ordine e di un anno giubilare. La prima sede dell’ordine monastico di San Salvatore fu il castello di Vadstena, di proprietà reale, concesso in dono dal re Magnus Erikson.

La Santa visse gli anni successivi della sua vita quasi sempre nella Capitale italiana, spostandosi solo per dei pellegrinaggi; e qui morì, il 23 luglio 1373. Papa Bonifacio IX, nel 1391, si occupò della sua canonizzazione, solo 18 anni dopo la sua morte.

La Santa fu sepolta prima nella chiesa di San Lorenzo in Damaso; successivamente però il corpo fu portato nel monastero di Vadstena, dove c’è ufficialmente la sua tomba. Alcune reliquie della Santa si trovano però a Roma ancora: nella chiesa di San Martino ai Monti e in quella di San Lorenzo in Panisperna.

Chiese e santuari

Una delle chiede dedicate a Santa Brigida si trova proprio a Roma, e affaccia su piazza Farnese. La chiesa di Santa Brigida venne costruita nel 1391, accanto a quello che era l’ospizio che la Santa aveva realizzato per ospitare i suoi connazionali bisognosi o malati.

Nel complesso rientrava anche la casa della Santa, quella in cui visse fino al suo ultimo giorno su questa terra. Con lei c’era la figlia, Santa Caterina da Svezia. E’ possibile ancora oggi visitare le stanze.

L’attuale estetica della chiesa è dovuta al rifacimento iniziato nel 1705. La facciata è tardo barocca; due colonne corinzie incorniciano il portale, e nel timpano ci sono le statue della Santa e della figlia.

L’interno ha una sola navata, con due altari ai lati. Gli affreschi sulla volta a botta sono di Biagio Puccini e illustrano la “Gloria di Santa Brigida”. Nella chiesa c’è anche il monumento funebre di Nils Bielke, un discendete della Santa; questi visse a Roma in esilio, allontanato dalla sua patria dopo la conversione al Cattolicesimo.

Nel corso della sua storia, la proprietà della chiesa è passata di mano molte volte finché, nel 1931, è tornato alle suore Brigidine. Da allora questa chiesa è considerata la chiesa nazionale dei cittadini svedesi.

Il Santuario di Santa Brigida si trova invece nella bergamasca, nell’omonimo comune. Nominato Santuario dell’Addolorata – anticamente Pieve di Santa Brigida – risale al X secolo; sembra sia stato eretto sui resti di un edificio pagano. Nel IV secolo divenne la prima parrocchia all’interno della Valle Averara.

La struttura ha una sola navata a 5 campate a sesto acuto. Il campanile è parzialmente inglobato nella chiesta stessa, e ha una cella con quattro aperture.  Il porticato, sotto il tetto spiovente del lato Sud, è completamente affrescato; le opere risalgono al XV secolo.

Miracoli di Santa Brigida di Svezia

Si ricordano in particolare due miracoli di Santa Brigida, avvenuti poco tempo dopo la sua scomparsa, inseriti nella documentazione per il processo di canonizzazione.

Il primo è del 1374, circa un anno dopo la morte di Santa Brigida. Un carpentiere era infermo a letto da parecchi mesi, con la tibia rotta. L’uomo promise a Sana Brigida prima l’offerta di due vacche al monastero di Vadstena, poi una immagine in cera, ma non guarì. Infine, si impegnò ad andare in visita al monastero stesso e di lavorare gratuitamente per un anno. Santa Brigida gli apparve in sogno, gli chiese conferma delle sue intenzioni, e l’uomo guarì in tempo immediato.

Il secondo è datato 1376. Alfarana, moglie di un uomo a servizio di Carlo di Durazzo, non riusciva ad avere figli; rimaneva incinta, ma la gravidanza non arrivava a termine. La donna fece voto di inviare una immagine d’argento di un bambino al sepolcro di Santa Brigida a Roma. Da quel momento, portò al collo le reliquie della religiosa per tutta la gravidanza; riuscì a partorire un figlio, maschio, in perfetta salute.

In terra svedese, molti miracoli son legati alla protezione dagli incidenti causati dal ghiaccio, molto frequenti in quella regione. Un bambino di 10 anni, che era andato a pescare con gli amici, si ritrovò su un pezzo di ghiaccio che si era staccato dal resto del lago. Invocò a gran voce Santa Brigida; così, mentre il ghiaccio si rompeva, il ragazzino riuscì a restare in piedi sull’acqua, divenuta rigida come pietra. Dopo alcune ore, una barca di pescatori lo trasse in salvo.

Profezie di Santa Brigida di Svezia

Nel 1349 Santa Brigida si recò a Roma. Durante il viaggio, passò per Genova, dove sembra si fermò qualche tempo. Ammirando la città dall’alto, sul colle Peralto, affermò: «Un giorno il viandante che passerà dall’alto dei colli che recingono Genova, accennando con la mano i lontani cumuli di detriti, dirà: laggiù fu Genova».

Una profezia che indicava la futura distruzione della città. Negli anni a seguire, Genova visse rivolte e guerriglie; secondo alcuni, la profezia poteva però riferirsi alla seconda Guerra Mondiale, che ridusse la città ligure in un cumulo di detriti.

Sembra che per questo, la chiesa della Madonnetta fu costruita con la facciata rivolta verso la montagna; così non avrebbe visto la rovina della sua città.