Eremo di Fonte Avellana

Eremo di Fonte Avellana

Nel Comune di Serra Sant’Abbondio, nella provincia di Pesaro e Urbino , alle pendici del Monte Catria, puoi arrivare a visitare il Monastero di Fonte Avellana. Luogo sacro immerso nella natura, è stato fin dal momento della sua costruzione fonte di ispirazione per i più grandi letterati italiani; Dante Alighieri lo cita nel canto ventunesimo del Paradiso della “Divina Commedia”.

La storia dell’eremo di Fonte Avellana

Non è nota la data esatta della sua costruzione; numerosi storici sono convinti che tale anno possa essere il 980 e che il fondatore dell’eremo sia San Romualdo della congregazione dei Camaldolesi.

Fu da sempre dimora di Santi e Beati; in particolare tra il 1035 e 1043 si ricorda il soggiorno di San Pier Damiani che ampliò la struttura e la trasformò in un vero punto di riferimento religioso e sociale. Lo stesso Dante Alighieri, con molta probabilità, soggiorno all’interno delle mura della basilica del monastero di Fonte Avellana; da qui la probabile ispirazione per i suoi versi.

La commenda

Nel quattordicesimo secolo tutto l’eremo fu retto da commendatari, ossia persone influenti, le quali investirono all’interno delle mura con opere edilizie di grande impatto. Questa trasformazione dell’edificio, che prima aveva un carattere sacro, a una concezione più commerciale segnò la decadenza della vita monastica al suo interno. Non a caso per molti secoli si assistette all’allontanamento degli ordini religiosi; fino a quando, nel 1935, Fonte Avellana ritornò ad acquisire una dimensione più religiosa e spirituale.

La visita del Papa

Di particolare rilievo fu la visita di Papa Giovanni Paolo II, che avvenne il 5 settembre del 1982. In tale occasione si diede il via alle celebrazioni per il millenario della Fondazione dell’eremo.

Il monastero oggi

Con l’apertura, nel 2007, del giardino botanico del monastero l’edificio è stato del tutto aperto alle visite del pubblico. Fino a quel momento l’ingresso e il soggiorno erano riservati principalmente ai monaci ma ad oggi, data la bellezza del luogo e la sua posizione, l’eremo è diventato un punto di riferimento per tutti i pellegrini che intendano farvi visita. Come vuole la tradizione monastica, poi, i monaci che vi risiedono coinvolgono il pubblico nella gestione e nella visita dell’hortus sanitatis; puoi così osservare le coltivazioni di erbe medicinali e acquistarle sotto forma di infusi e unguenti.