Santa Maria Goretti

Santa Maria Goretti

Santa Maria Goretti, al secolo Maria Teresa Goretti, venne uccisa da un giovane uomo che tentò di violentarla. Per conservare la propria purezza, la giovane, che aveva appena 12 anni, si difese fino all’ultimo, ricevendo 14 pugnalate dal suo aggressore.

In questo articolo ti racconterò la storia della Santa bambina e ti parlerò dei miracoli che le sono stati attribuiti.

Storia e vita di Santa Maria Goretti

Maria Goretti, figlia di Luigi Goretti e Assunta Carlini, nacque a Corinaldo, in provincia di Ancona, nel mese di Ottobre del 1890. Il giorno in cui nacque, ricevette immediatamente il battesimo.

I genitori erano braccianti agricoli e facevano fatica a mantenere la numerosa famiglia, composta da sei bambini. Decisero dunque di cercare fortuna altrove, trasferendosi nell’Agro Pontino dove trovarono occupazione come mezzadri nella tenuta di un senatore. Qui già c’erano Giovanni Serenelli con il figlio Alessandro.

Nel 1900 le due famiglie trovarono un nuovo impiego presso quella del conte Mazzoleni. Purtroppo la zona era all’epoca infestata dalle zanzare responsabili della diffusione della malaria che stroncò la vita del padre di Maria, lasciando la moglie e i cinque figli in ristrettezze economiche.

Il conte non riteneva in grado la vedova di portare avanti il lavoro nei campi. Fu però trovato un accordo: Assunta Carlini si mise in associazione con i due uomini della famiglia Serenelli. Mentre lei si occupava delle case e dei lavori nell’aia, loro avrebbero provveduto alla coltivazione dei campi.

Come secondogenita, Maria dovette lasciare definitivamente la scuola per aiutare la madre nelle faccende domestiche; si dedicò al rammendo, alla vendita delle uova e alla colazione, che doveva portare agli uomini che lavoravano i campi.

Molto devota fin dalla più tenera età, ottenne il permesso di frequentare il catechismo per prepararsi alla Prima Comunione, che prese nel giugno del 1901. In questa occasione dichiarò il proposito di poter morire pura, prima di commettere peccati.

Si recava ogni giorno a Messa. Tra giugno e settembre, dato che la chiesa più vicina era chiusa, doveva percorrere a piedi diversi chilometri per raggiungere Campomorto e assistere alla messa.

L’assassinio e il perdono

La vita quotidiana però era difficile. I rapporti tra la madre e Giovanni Serenelli erano tesi, in quanto l’uomo avanzava pretese a cui la donna non voleva sottomettersi.

Da parte sua, il giovane Alessandro si invaghì della piccola Maria e cominciò a importunarla, venendo respinto ogni volta. Arrivò persino a minacciarla di morte nel caso avesse detto qualcosa alla madre.

Il 5 luglio del 1902, mentre la madre di Maria e il padre di Alessandro erano occupati, la ragazza era sola. Alessandro la raggiunse e la costrinse a entrare in casa dove tentò di stuprarla. La giovane resistette, ricordandogli che si stava condannando all’inferno con quel suo gesto violento.

Fu allora che Alessandro perse del tutto il controllo; afferrato un punteruolo, colpì la giovane per ben 14 volte, fino a quando non vide delle chiazze di sangue sulle vesti.

Quando la madre arrivò, era già troppo tardi: Maria era ferita a morte. Venne trasportata con urgenza all’ospedale di Nettuno, l’Orsenico, dove fu vegliata tutta la notte da don Temistocle Signori, il parroco della chiesa, e da Teresa Cimalli. Al mattino, dopo l’assegnazione della medaglia delle Figlie di Maria, ricevette gli ultimi Sacramenti.

Fu in questa occasione che Maria, in punto di morte, perdonò il suo assassino, dicendo che sperava di trovarlo al suo fianco in Paradiso. Alle 15.45 del 6 luglio morì.

La conversione di Alessandro

Dopo la morte di Maria Goretti, Alessandro venne processato e fu condannato a 30 anni di carcere.

Nel 1906, in seguito a un sogno in cui gli comparve Maria, ebbe inizio la sua conversione.

Dopo ventisette anni di carcere venne sprigionato per buona condotta e decise di recarsi da Assunta Carlini, la madre di Maria, per domandare il suo perdono. La donna glielo concesse. Negli anni che seguirono, Alessandro lavorò gli orti di vari conventi e visse fino all’età di 88 anni.

La Diocesi di Albano aprì il processo per la beatificazione nel 1935. Questa avvenne 12 anni dopo, il 27 aprile del 1947, per opera di Papa Pio XII.

Tre anni dopo, il 24 giugno del 1950, dopo l’attribuzione di due miracoli, lo stesso Papa procedette alla canonizzazione di Santa Maria Goretti in piazza san Pietro.

Dove si trova il santuario dedicato a Santa Maria Goretti

Le spoglie di Santa Maria Goretti sono conservate dal 1929 presso il Santuario della Madonna delle Grazie e di Santa Maria Goretti a Nettuno; è questa quindi la toma della Santa.

Chi vuole ricordare la Santa può celebrare l’onomastico il 12 settembre, giorno del Santissimo nome di Maria.

Nel Santuario Diocesiano di Santa Maria Goretti, già chiesa di San Nicolò, sono conservate invece le spoglie della madre, Assunta Carlini. Visitando questa chiesa potrai inoltre ammirare una statua che raffigura Maria Goretti nell’atto di resistere al suo assassino.

Miracoli di Santa Maria Goretti

A Santa Maria Goretti sono stati riconosciuti diversi miracoli di guarigione. Due in particolare sono quelli che hanno permesso di procedere con la canonizzazione.

Il primo ha avuto luogo il 4 maggio del 1947, pochi giorni dopo la beatificazione, e il secondo l’8 maggio dello stesso anno.

A venire guariti per intercessione di Santa Maria Goretti sono stati Anna Musumarra, affetta da pleurite essudativa, e Giuseppe Cupo, il quale presentava un ematoma al piede, provocato da un incidente sul lavoro

Papa Pio XII approvò questi due miracoli l’11 dicembre del 1949.