Eterno Riposo

Preghiera Eterno RiposoCon la preghiera dell’ Eterno riposo (Rèquiem aetèrnam), chiediamo la pace per i nostri defunti.

Eterno Riposo – Preghiera per i defunti

L’eterno riposo,
dona loro, o Signore,
e splenda ad essi la Luce perpetua.
Riposino in pace.
Amen.

Rèquiem aetèrnam (atino)

Rèquiem aetèrnam,
dona eis, Domine,
et lux perpètua lùceat eis.
Requiéscant in pace.
Amen.


L’Eterno Riposo o Requiem aeternam è una preghiera cattolica rivolta a Dio per invocare la pace delle anime dei defunti.

La stessa nozione e significato del “riposo” fa riferimento, nella tradizione cattolica, al “sonno eterno” nella vita ultraterrena.

Nell’eucologia cristiana, l’uomo non muore mai, ma vive per sempre nella condizione di eterna pace: in una condizione di “sonno perpetuo”.

Sebbene i fraintendimenti terminologici, l’Eterno riposo non deve indurre a ritenere che la morte segni la definitiva fine della vita di un cristiano: essa rappresenta la continuazione della propria esistenza nell’aldilà, oltre la vita terrena.

La preghiera dell’Eterno Riposo deriva dall’antica orazione di origine cristiana del Requiescat in pace, dove la parola “riposo” implica la vita.

La Chiesa Cattolica e quella ortodossa (filone orientale) celebrano tutte le anime del Paradiso, comprendendo le anime sante e quelle salvate che dimorano in comunione con gli Angeli e con Dio.

La preghiera dell’Eterno Riposo deve essere recitata in occasione della Commemorazione dei Defunti, durante la quale, si ricordano tutte le anime che vivono nell’eterno riposo, ma anche quelle che vivono nel Purgatorio e nell’Inferno.

È importante rivolgersi al Signore e chiedere direttamente ad Egli che i morti dormano nel sonno e si possa preghi anche per coloro che vivono nella vita terrena.

Per quanto concerne il significato di “eterno riposo” contenuto nel testo biblico, si fa riferimento al fatto che il riposo sia l’immagine del traguardo ultimo della nostra esistenza e debba essere percepito come “compimento della Storia della Salvezza”.

Si pensi, ad esempio, al riposo sabbatico inteso come “dono di Dio” che ci consente di sperimentare la libertà dalla fatica: lo stesso profeta Ezechiele descrive così il secondo esodo:

«Vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore» (Ezechiele 37,14).