Sai Baba: Cosa ne pensa Padre Amorth?

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Sai Baba: Cosa ne pensa Padre Amorth?

Cosa ne pensa Padre Amorth del Santone Sai Baba? “Un emissario di Satana, è il suo figlio primogenito, non ho dubbi in proposito. Parla bene di tutti, di Gesù in particolare, ma il dio è lui”, ecco le parole di Padre Amorth su Sai Baba, il Santone e predicatore indiano che fu accusato di molestie sessuali e di pedofilia.

 

Il santone Sai Baba è il figlio di satana

Satana è in India”: con queste parole Padre Gabriele Amorth commentava l’operato di Sai Baba, nato il 23 novembre 1926 a Puttaparthi, allora un piccolo villaggio indiano.

Il predicatore indiano ha raccolto consensi e strappato anime, propagandando l’universalità dell’amore divino, la supremazia dell’unione tra le religioni ed il principio della reincarnazione – fondamentalmente – per autocelebrarsi.

Così, Sai Baba è diventato famoso in tutto il mondo ed ha portato milioni di persone ad abbracciare il suo culto, solo per essere adorato e servito. Il santone, in India, ha dato vita all’autocelebrazione dell’io dichiarando di essere egli stesso reincarnazione non solo di Sai Baba di Shirdi ma, anche, del dio Shiva e della sua consorte.

Un’esperienza collegata direttamente anche al denaro facile ed alla creazione di un vero e proprio business, aspetti lontani dalla morale cristiana. I suoi “miracoli” non sono altro che trucchi, suggestioni e manipolazione di menti e –  se essi si possono definire come frutto di poteri sovrannaturali – sono manifestazioni devianti e demoniache.

Oltre ai miracoli narrati, Sai Baba era pronto a offrire in pubblico e in privato saggi della sua divinità attraverso le materializzazioni: faceva apparire, apparentemente dal nulla, anelli, collane, ceneri sacre e orologi.

Accusato anche di molestie sessuali, Sai Baba è stato fortemente criticato da Padre Amorth, il quale consigliava di evitare il contatto con il predicatore indiano, perché demoniaco e terribilmente votato al maleficio. Ma l’esorcista italiano assume una posizione ancora più drastica nei confronti del santone: “Si tratta del figlio del demonio” – metteva in guardia Amorth – “Parla bene di Gesù, fa donazioni generose per gli ospedali e per le associazioni ma, in realtà, si considera Dio. All’apparenza agisce nel nome del bene, ma questo fa parte della furbizia del diavolo”.

Padre Amorth sembrava non avere dubbi: Sai Baba nient’altro era che un “ciarlatano”, un santone che si muoveva all’interno di un impero economico, che lodava il denaro ed abusava delle debolezze delle coscienze per far mettere le radici al demonio.

E proprio il sacerdote – che ha dedicato la sua vita alla pratica degli esorcismi – si è occupato di liberare dal maligno una donna, la quale – dopo aver incontrato ed ascoltato Sai Baba – ha avuto bisogno di essere esorcizzata.

La giovane madre aveva baciato i piedi ed aveva mangiato polvere per omaggiare il predicatore indiano.

Così, il diavolo ha bisogno di essere osannato, di sottomettere i suoi seguaci e di far trionfare il male che, purtroppo, non è subito riconoscibile ma si cela dietro un’apparente bontà. È menzogna ed è la tana perfetta per il demonio. Sai Baba muore il 24 aprile del 2011, lasciando intorno a lui misteri ed interrogativi.