San Leopoldo Mandic: Il Piccolo Confessore Di Padova

San Leopoldo Mandic PadovaConosciuto come il Santo della Riconciliazione ed Ecumenismo, San Leopoldo Mandic, nasce a Castelnuovo di Cattaro (l’odierna Herceg-Novi in Montenegro) il 12 maggio 1866, di mentalità aperta e di un’intelligenza spiccata, il piccolo Bogdan Ivan manifesta il desiderio di entrare nell’Ordine dei Cappuccini.

Dopo una breve parentesi di attività missionaria nel 1905 come vicario del convento di Capodistria, nella vicina Istria, viene chiamato in Veneto al Santuario della Madonna dell’Olmo di Thiene (Vicenza).

Da qui si trasferisce a Padova, al convento di piazzale Santa Croce, dove vi giunge nella primavera del 1909, e l’anno seguente viene nominato Direttore dei giovani frati cappuccini che, in vista del ministero sacerdotale, frequentano lo studio della Filosofia e della Teologia.

In 76 anni di vita, Leopoldo Mandic venne venerato e ben voluto da fedeli di ogni età, appartenenti a ogni classe sociale, e alla sua intercessione vengono attribuiti grazie e miracoli. Nella tradizione liturgica si celebra la Festa di San Leopoldo Mandic il 12 maggio, data in cui è nato e non deceduto.

Il Piccolo Confessore

L’amore di Gesù, non si stanca di ripetere, è un fuoco che viene alimentato con la legna del sacrificio e l’amore della croce; se non viene nutrito così, si spegne”. Sacrificio e amore: sono queste le virtù che San Leopoldo Mandic considera determinanti per dimostrare la propria devozione.

Ma il suo cuore era totalmente dedicato al perdono ed all’accoglienza: chiamato il “Piccolo Confessore” per via del suo metro e 35 centimetri di altezza, San Leopoldo, il cui destino si incrocia con la città di Padova, aveva la capacità di smuovere le coscienze, con una tale delicatezza ed una tale comprensione che le file davanti al suo confessionale diventavano interminabili. Ha dedicato la sua vita a ricoprire di importanza il Sacramento della Riconciliazione, per il quale è stato considerato e definito un “eroico ministro”.

 

Biografia Di Bogdan Ivan Mandic

Bogdan Ivan Mandic, poi San Leopoldo, nasce il 12 maggio 1866, a Castelnuovo di Cattero, all’epoca facente parte dell’impero austro – ungarico e sito nella provincia della Dalmazia. La sua famiglia è di origine croata, cattolica e molto numerosa: Leopoldo è, infatti, il penultimo di ben sedici figli. Sin dai primi anni di vita, l’educazione cattolica ricevuta porta Bogdan a frequentare l’Ordine dei frati francescani cappuccini, fino a volerne fare parte.

La quotidianità francescana lo porta prima ad Udine e, successivamente, ad intraprendere il noviziato a Bassano del Grappa. È qui che il saio lo farà diventare Fra Leopoldo,  fino alla sua ordinazione come sacerdote, avvenuta – a seguito del completamento degli studi teologici e filosofici –  nel 1890, a Venezia.

Si sentiva chiamato a compiere una missione importante Padre Leopoldo: voleva fare rientro nella terra che gli aveva dato i natali per predicare la parola di Dio e – attraverso i principi dell’ecumenismo – ricongiungere tutti i cristiani.

Ma la realizzazione del suo sogno gli venne negata dai suoi superiori che preferirono, data anche la sua salute precaria, destinarlo al convento di Venezia. Successivamente, Mandic matura la sua esperienza da confessore in altre cittadine fino al 1909, anno del suo arrivo a Padova, città nella quale si dedicherà anche all’insegnamento.

La sua bontà d’animo venne considerata eccessiva e – addirittura – in netto contrasto con i dettami rigorosi dell’Ordine, tanto da rivelarsi controproducente e da riservargli grandi sofferenze nel momento in cui gli venne affidato – solo ed esclusivamente – il compito di assolvere i peccatori, dedicandosi alla confessione.

Obbligato ad abbandonare l’insegnamento e sollecitato all’accoglienza delle anime, Padre Leopoldo si sentiva figlio della sua terra e volle mantenere la cittadinanza austro – ungarica: nel 1917, la disfatta di Caporetto gli fece conoscere l’esperienza del confino politico. Al suo ritorno definitivo a Padova, alla sua presenza si recavano persone di ogni città, estrazione sociale e di ogni età con l’intento di essere assolte dai peccati commessi.

Fu assistito dalla sua grande umiltà e dal suo spirito di sacrificio, ma non dalla sua salute: nel 1940 le sue condizioni cominciarono a peggiorare ma non rinuncerà mai alla Confessione. Due anni dopo, il 30 luglio, mentre recitava il “Salve Regina”, Padre Leopoldo muore a Padova, nella città che lo aveva adottato e aveva fatto da sfondo alla sua fede francescana.

 

Miracoli Di San Leopoldo Mandic

La benevolenza infinita di San Leopoldo continua a percepirsi anche dopo la sua morte accompagnata dalla convinzione che la sua mano benedetta fosse autrice di numerosi miracoli e grazie.

Infatti, al santo viene riconosciuto il potere di operare importanti guarigioni e, in particolare, la Chiesa attribuisce al francescano tre grandi miracoli.

  • A quattro anni dalla sua morte, la mano di San Leopoldo accarezza Elsa Raimondi la quale, in seguito ad una gravissima peritonite tubercolare, aveva pochissime speranze di vita. Eppure, le sue preghiere sono state accolte dal frate che – manifestandosi alla donna – la rassicurò sulla sua guarigione. E così, il 12 settembre, la Raimondi – quasi in fin di vita – dopo essersi recata presso il Santuario che ospita le spoglie del Mandic, tornò a casa miracolata e completamente sana.
  • Un altro miracolato è Paolo Castelli che, ricoverato in condizioni gravissime in ospedale, fu operato senza speranze. La moglie si era rifugiata nella preghiera e si era affidata a San Leopoldo il quale, dopo quattro giorni, grazia il paziente che, inspiegabilmente, dopo una crisi che lo porta vicino alla morte, si riprende ed i medici ne certificano la guarigione.
  • Elisa Ponzolotto avrebbe dovuto subire l’amputazione di una gamba ma la sua fiducia nel padre francescano la portò a rifiutare l’operazione, nonostante fosse in pericolo di vita. La preghiera le ha regalato la presenza di San Leopoldo accanto al suo letto in ospedale: Elisa lo ha visto e racconta che, non appena il frate è uscito dalla sua stanza, la sua gamba si muoveva tra lo stupore generale ed era completamente guarita, anche a giudizio dei medici.

La sua santità viene proclamata, nel 1983, da Giovanni Paolo II e la ricorrenza liturgica si festeggia il 30 luglio. Ma a San Leopoldo è associato anche il 12 maggio, giorno in cui viene comunemente ricordato nel Santuario a lui dedicato, a Padova.

 

Tomba E Santuario

Il suo corpo fu accolto nel Cimitero Maggiore fino al 1963, anno in cui il suo eterno riposo venne affidato alla cappella della chiesa dei Cappuccini, sita in Piazzale Santa Croce, nella città veneta. La Tomba di marmo rosso richiama moltissimi fedeli che, anche nelle spoglie di San Leopoldo, ritrovano comprensione, libertà dal peccato e grande protezione. Il Santuario di San Leopoldo Mandic è anche conosciuto come Chiesa della Trasfigurazione.

 

Festa Di San Leopoldo Mandic

Il Martirologio Romano fissa la festa di San Leopoldo Mandic il 30 luglio, ma dopo la sua canonizzazione, è stato chiesto che fosse spostata al giorno non della morte ma della nascita (12 maggio), data nella quale è festeggiato dall’Ordine dei Francescani Cappuccini.