I miracoli di San Charbel

Miracoli di San CharbelI miracoli di San Charbel, Santo cattolico libanese (canonizzato da Paolo VI), si manifestano soprattutto attraverso prodigiose guarigioni. Il santo libanese dispiega la sua potenza miracolosa su coloro che a lui si affidano e che, in lui, trovano la via della preghiera, valorizzando la propria fede cristiana.

Monaco orientale ed eremita, San Charbel seguiva la tradizione dei Padri del deserto e rifiutava il contatto con la gente per stare nella solitudine.

Proclamato Santo da Paolo VI, nel 1977, San Charbel Makhlouf, è conosciuto come il “Padre Pio del Libano”. Scopriamo in questa guida tutte le testimonianze di chi ha ottenuto un miracolo da San Charbel, come quello alla signora Nohad Al-Chami.

 

Il Miracolo Di San Charbel A Nohad Al-Chami

Dei miracoli di “Padre Pio del Libano” ovvero San Charbel Makhlouf ne è testimone la signora Nohad Al – Chami, alla quale, nel 1993, colpita da ictus cerebrale devastante, non era stata data alcuna speranza di sopravvivenza. Preda delle più atroci sofferenze, Nohad si preparava a morire.

Furono i figli ad affidare l’anima della donna a San Charbel. Durante la notte, la donna vede una luce abbagliante e le figure di due monaci. Uno si avvicina dicendole “Sono San Charbel e sono qui per operarti”.

Nohad, la mattina seguente, torna alla vita e lo fa da persona completamente sana. È guarita, ma il suo collo è testimonianza dell’operato del Santo: due ferite lunghe 12 cm, perfettamente suturate. I medici diagnosticano la completa – e scientificamente inspiegabile – guarigione.

Il prodigio è opera di Padre Charbel Makhlouf che, apparso di nuovo in sogno, le chiede di presenziare, ogni 22 del mese (giorno della ricorrenza della sua guarigione) alla Santa Messa, presso il Monastero che ospita le sue spoglie, ad Annaya in Libano, per partecipare alle funzioni e sul suo collo le cicatrici diventano arrossate e sanguinanti.

Sono migliaia i pellegrini, provenienti da ogni parte del Libano e del mondo, che partecipano all’evento. Anche la stessa Comunità scientifica ha studiato il caso “Charbel-Nohad”: un’ecografia carotidea ha rivelato che la signora ha subìto un “reale intervento chirurgico bilaterale, che le sue arterie sono in buono stato e che l’ictus non ha danneggiato il cervello.

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In Arizona: Il Miracolo Di San Charbel A Dafne Gutierrez

La mano del monaco maronita “accarezza” anche l’Arizona e si poggia sugli occhi di Dafnè Gutierrez (30 anni), madre di tre figli, che aveva perso la vista nel 2015, a seguito della rara sindrome di Arnold – Chiari, diagnosticatale già nell’adolescenza.

Sulla strada della trentenne, però, ci sarà una reliquia di San Charbel che, nel 2016, era custodita a Phoenix, in Arizona: essa consiste in un frammento osseo conservato in una teca di legno di cedro.

Alla giovane bastò visitarla per ricevere la grazia: nella chiesa di San Giuseppe, il parroco pregò per la sua guarigione prodigiosa, mettendole una mano sul capo ed una sugli occhi.

Dopo aver partecipato alla messa, il risveglio successivo della donna fu diverso: una pressione fortissima sulla testa ed un fastidioso prurito agli occhi rivelavano il miracolo. Dafne aveva riacquisito la vista: “Posso vederti con tutti e due gli occhi”, gridò al marito.

L’intercessione del monaco libanese è stata confermata da numerosi medici che hanno visitato la donna non riscontrando più alcun problema.

 

In Russia: Il Miracolo Di San Charbel A Elena Medynsckaya

La forza cristiana, riesce anche a diffondersi in Russia ed in Bielorussia, attraverso la rivista “Lekal” (“Il Medico”) che pubblica un articolo sul libanese e sulle sue guarigioni prodigiose. In redazione giungono numerosissime lettere contenenti richieste di informazioni.

Il giornalista russo Anatoly, racconta della guarigione dell’operaia Elena Medynsckaya che, a seguito di un avvelenamento causato dal contatto costante con la polvere tossica che respirava sul posto di lavoro, era in condizioni gravissime. Elena prega che San Charbel la renda una miracolata.

Sogna di essere chiusa in una gabbia e che il monaco maronita viene in suo aiuto per liberarla: nel sogno, così come nella vita, l’operaia si salva grazie all’intercessione del santo. Elena migliora fino a guarire completamente.

 

Il Miracolo Di San Charbel A Suor Maria Kamari

Era il 1936 e Maria Abel Kamari rischiava la morte per un’ulcera pilorica. Le complicazioni furono tali che, anche dopo due interventi, la giovane perse oltre 30 chili e gli organi vitali furono compromessi.

Le atroci sofferenze altro non erano che l’anticamera della morte; ormai senza forze, Maria sogna il monaco libanese ed esprime le sue ultime volontà: recarsi presso la tomba dell’eremita per pregare ed affidargli la sua anima.

Presso il Monastero, che ospita il corpo del santo, la donna riesce a baciare la tomba e sente una scossa attraversarle la schiena.

Il giorno dopo tornò a pregare e bagnò un fazzoletto con il liquido che colava dalla pietra, per poi passarlo sul suo corpo malato. A questo gesto, seguì la sua prodigiosa guarigione.

 

Il Miracolo Di San Charbel Al Fabbro Iskander Obeid 

Anche ad Iskander Obeid, San Charbel appare in sogno. Il fabbro aveva perso l’occhio destro ed i medici consigliavano una rischiosa operazione alla quale non si sottopose mai. Pregò tanto, invocando la grazia del monaco.

L’eremita apparve in sogno, invitandolo ad andare presso la sua tomba. Detto, fatto: il fabbro si reca al Monastero e, al suo ritorno a casa, accusò un forte dolore all’occhio malato. Iskander, sognò di nuovo: San Charbel lo avvisava che avrebbe accusato forti dolori e che il suo occhio si sarebbe gonfiato. Le urla di dolore del malato furono conferma della guarigione.

 

Il Miracolo Di San Charbel A Mariam Assaf Awad

È avvenuto su una donna il miracolo che ha portato alla canonizzazione di Padre Charbel. Mariam Assaf Awad, venne operata ad un tumore all’intestino, alla gola e allo stomaco, ma i medici decisero di sospendere definitivamente le cure. La donna, durante la notte, invocò San Charbel con una tale forza che, nonostante continuasse ad aggravarsi, il giorno dopo si svegliò perfettamente sana. A seguito di questo miracolo, fu Paolo VI a procedere alla canonizzazione del monaco maronita, il quale fu proclamato ufficialmente Santo nel corso della celebrazione in San Pietro il 9 ottobre 1977.