Eremo dei Frati Bianchi

Eremo dei Frati Bianchi

L’Eremo dei Frati Bianchi si trova nelle Marche, a Cupramontana, in provincia di Ancona. Chiamato anche Eremo delle Grotte, fu edificato nell’XI secolo per volontà di San Romualdo, cui è dedicata una Cella.

Nel corso del tempo l’Eremo fu venduto a un privato di Cupra Montana che ne valorizzò la struttura oltre ad adibirla a locazione. In seguito l’Eremo fu sottoposto a importanti lavori di ristrutturazione.

La storia

Le grotte più antiche risalgono al 1200. A seguito della morte dei Beati Giovanni e Matteo, il luogo venne abbandonato.

Riprese vita nella prima metà del 1400, con l’arrivo di un gruppo di frati in fuga dalla Santa Inquisizione, ma anche dei confratelli detti Osservanti.

Nel 1509 il luogo divenne di proprietà di Antonio da Ancona, che voleva vivere in preghiera; dato che i francescani non potevano avere proprietà, l’uomo entrò nell’ordine del Camaldolesi.

Fu Antonio che, negli anni, creò grotte più grandi e trasformò l’oratorio in una piccola chiesa, con una pala d’altare e una campana.

La posizione delle grotte però non riuscì a contrastare il passare del tempo. L’erosione del terreno le rese inagibili, tanto che alla fine del 1700 i frati si spostarono in altro luogo.

La natura circostante

Caratteristico del luogo è il bosco di ontani neri, dove il silenzio si confonde tra le meraviglie della natura, tra gigli e orchidee, specie che ti accompagnano quando ti inoltri lungo un sentiero suggestivo. L’area floristica è attraversata dallo scrosciare dell’acqua di un ruscello, il Fossato del Corvo, che scorre lento in un tempo quasi eterno.

L’Eremo dei Frati Bianchi è famoso per essere stato la dimora di molti Santi e Beati. Sul luogo aleggiano inoltre leggende e aneddoti. Uno di questi racconta come l’Eremo sia stato fonte di ispirazione per il poeta Luigi Bartolini. Egli si recava spesso a passeggiare fra i boschi del posto, che per lui furono fonte di incredibile ispirazione. A questi spazi dedicò una raccolta di poesie celebrative del paesaggio marchigiano.