Abbazia San Benedetto in Polirone

Abbazia di San Benedetto in Polirone

Quello che si può ammirare oggi, a San Benedetto Po (Mantova) è un enorme e bellissimo complesso rinascimentale, datato XVI secolo. Ma l’abbazia di San Benedetto in Polirone ha origini antichissime; fu fondata per volere della famiglia Canossa nel 1007 e ci vollero centoventi tre anni per completarla (fu consacrata solo nel 1130).

Un tale tesoro storico e artistico è stato curato negli anni al punto da giungere perfetto, grazie ai restauri sapienti, fino a noi. Vieni a scoprirlo magari un fine settimana di primavera, periodo migliore per ammirarlo.

Storia di San Benedetto in Polirone

Come detto, l’abbazia di San Benedetto in Polirone nasce nel 1007 per volere di Tebaldo di Canossa (nonno della più famosa Matilde), a perenne ricordo della propria vita e di quella della famiglia. Deve il nome al fatto che si trovava su un lembo di terra bagnato sia dal fiume Po che dal fiume Lirone. Durante il primo secolo della sua esistenza, l’abbazia subì diverse modifiche, distruzioni e ricostruzioni, fino al completamento definitivo nel 1130.

Dopo la fine dell’era dei Canossa, cadde in declino così come l’intero feudo e fu recuperata soltanto nel XV secolo, grazie ai Gonzaga. Furono i loro successori, circa cento anni dopo, a volerne un restauro totale, con l’aiuto di Giulio Romano, che vi lavorò dal 1540 in poi insieme a Correggio, Bonsignori e Paolo Veronese.

Il periodo di grande ricchezza dell’abbazia vide anche un notevole fiorire della cultura, con filosofi e scrittori che frequentarono quei luoghi nel corso del XVII secolo. Purtroppo tutto ciò non riuscì a risolvere la grave crisi economica che colpì la zona, e anche l’abbazia; al punto che i monaci vendettero le spoglie di Matilde di Canossa al Papa. Poi  cadde nuovamente in abbandono. Recuperata in tempi recenti, oggi è proprietà del comune e viene usata per eventi culturali.

Cosa vedere nell’abbazia di San Benedetto in Polirone

Oggi l’abbazia di San Bendetto in Polirone si trova al centro del paese San Benedetto Po, il quale è cresciuto nei secoli intorno al borgo che un tempo viveva del favore dei monaci, a ridosso delle mura del convento. La tua visita all’abbazia inizierà dai chiostri e si snoderà tra corridoi e saloni.

I chiostri

Sono tre i chiostri che ti accoglieranno, a partire da quello esterno, con tre lati a loggiato, chiamato “dei Secolari”. Questo era il luogo di ristoro dei pellegrini le cui stanze, al piano terra e al primo piano, sono ancora visibili. Dentro le mura, si aprono il Chiostro San Simeone, sul quale si aprono le celle dei monaci, e il grande Chiostro San Benedetto.

Il refettorio

Dentro il convento, ti stupirà la stanza dell’ex Refettorio abbellito da architetture dipinte da Correggio e dal quadro dell’Ultima Cena di Bonsignori. Da qui si scende alle antiche cantine che oggi ospitano un museo di vecchie macchine agricole.

La chiesa

Edificio cinquecentesco abbellito tra XVII e XIX secolo con opere di scultura e di pittura di grande pregio, la chiesa dalla bianca facciata rinascimentale ospita un meraviglioso organo a canne del 1726; oltre a questo coro e armadi in legno intagliato, statue di Antonio Bergarelli, pitture di Correggio, Girolamo Bonsignori e Paolo Veronese. Naturalmente devi ammirare il monumentale sepolcro, ormai vuoto, di Matilde di Canossa.

La chiesa medievale e il museo

Fuori dal paese si può ancora ammirare la chiesa campestre di Santa Maria (XI secolo) i cui interni mostrano le testimonianze della primissima abbazia canossiana. Collegato all’abbazia è anche il Museo Civico Polironiano, un pozzo di cultura e tradizione archeologica e medievale tutto da scoprire.