Abbazia di Valvisciolo a Latina

Abbazia di Valvisciolo

Quando ammirerai la dolce semplicità dell’Abbazia di Valvisciolo, a Sermoneta (Latina), forse non capirai subito di avere davanti un grandioso monumento della storia monastica italiana.

Lo scoprirai esplorandola e visitando i suoi ambienti, ricchi di antiche leggende legate anche ai Templari, con tutti i loro misteri. In apparenza un convento come tante, è invece la seconda abbazia più importante della provincia di Latina, dopo Fossanova.

Valvisciolo, l’abbazia dei Templari

Situata su un colle che domina la vallata dell’usignolo (o “valvisciolo” nel dialetto locale), l’abbazia venne fondata nell’VIII secolo da un ordine di monaci bizantini; di origine greca, costoro che la ressero fino all’arrivo dei cavalieri Templari, nel 1200. La chiesa e l’abbazia rimasero proprietà dei cavalieri fino all’anno del loro scioglimento, 1314. Poi venne concessa ai Cistercensi che la gestiscono e la abitano ancora oggi, dopo oltre settecento anni.

L’abbazia ha subito due restauri, uno a inizio XX secolo e uno subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Questo secondo lavoro, in particolare, ha ampliato la struttura, rimodernato il chiostro e il giardino e aggiunto alcuni locali, come la bottega, a servizio dei monaci che ancora la gestiscono.

Le leggende dell’Abbazia di Valvisciolo

Molte sono le leggende legate ai Templari, ordine che come si sa bene vive di molti misteri e simbologie particolari. La misteriosa croce comparsa al centro del rosone durante un restauro è un esempio. Così come la strana scritta:  SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS, ritrovata dietro un muro, con una inquietante forma a chiocciola che porta le lettere disposte in cinque anelli circolari concentrici.

Ma rimane affascinante la leggenda dell’architrave della chiesa; questa che si spezzò in due nel momento esatto in cui l’ultimo Templare, Jacques de Molay, venne ucciso sul rogo. Se guardi bene, ancora oggi su quello stesso architrave, vedrai una stranissima crepa.

Cosa vedere nell’Abbazia

Oggi l’abbazia è ancora abitata dai monaci che si mantengono producendo e vendendo prodotti della terra e piccoli oggetti, che potrai acquistare nella bottega interna. I visitatori possono ammirare il chiostro, la terrazza che funge anche da giardino con le piante catalogate dai Cistercensi.

La chiesa è la parte più interessante, nonostante inizialmente appaia semplice, quasi priva di decorazioni. Ma basta guardare bene. Le tre navate sono divise da pilastri e colonne, con pareti bianche e prive di abbellimenti. Se arriverai al fondo della navata centrale, all’abside, potrai vedere la ricca Cappella di San Lorenzo – affrescata nel 1586 – da Niccolò Circignani detto il Pomarancio, in occasione della speciale  visita di papa Sisto V.

Il grandioso rosone che già spicca all’esterno sulla facciata, dentro la chiesa riprende la propria bellezza grazie alla luce che passa attraverso i suoi raggi. Inoltre, guardando bene i decori a grottesche della volta, si scopre un autoritratto del pittore Pomarancio, sito accanto alla scena che ritrae San Lorenzo che converte Lucilio.

Perché venire a Valvisciolo

L’abbazia di Valvisciolo è piccola e tuttavia ha un ricco valore sia storico-artistico che emotivo. Qui si viene per ammirare la bellezza, ma anche per trascorrere qualche giorno in pace e in meditazione. Si può provare la vita semplice dei monaci moderni e ritrovare quel legame spirituale interiore.

Informazioni utili

All’abbazia si arriva tramite autostrada A1, con uscita Valmontone Artena se vieni da Roma proseguendo poi in direzione Bassiano e Sermoneta; uscita Frosinone, se arrivi da Napoli, proseguendo su SS 156 verso Priverno, Latina Scalo e bivio per Norma e Bassiano.

L’abbazia è visitabile tutti i giorni, ore 9-12 e 15-17:30 (in estate fino alle 18:30), ma le domeniche la chiesa è accessibile solo agli orari delle messe (ore 7:30 e ore 17).