Abbazia di San Galgano

Abbazia di San Galgano

Sicuramente conosci la leggenda della spada nella roccia: la celeberrima Excalibur, che solo Re Artù, prima di diventare re d’Inghilterra, riuscì ad estrarre dalla roccia. Ma forse non sai che la spada nella roccia esiste davvero, ma in Italia, precisamente sulle colline di Siena.

Abbazia di San Galgano

Si tratta infatti dell’eremo di Monte Siepi, a pochi passi dalla suggestiva abbazia di San Galgano. La chiesa senza tetto che permette di provare una delle più suggestive emozioni mistiche per chi è credente. I resti dell’abbazia si trovano sulle colline senesi, in una bella posizione in Val di Merse, a 35 chilometri a Sud della città del Palio.

I luoghi da visitare

Sono due i punti di attrazione di San Galgano: l’enorme chiesa senza tetto e l’eremo di Monte Siepi dove, secondo la leggenda, San Galgano si ritirò a vita eremitica nel 1170.

Come simbolo di pace, il santo infisse la sua spada dentro la roccia, dove si trova ancora oggi: nessuno ha provato ad estrarla e per la verità gli studiosi non sanno nemmeno spiegarsi come abbia potuto la spada infilarsi nella roccia.

L’abbazia

Lo splendore e la ricchezza di San Galgano sono solamente intuibili dall’imponenza delle rovine e da quello che grazie ad un accurato restauro, si è salvato. Puoi iniziare il giro con una salutare passeggiata lungo il viale di cipressi che porta verso l’abbazia. In fondo a destra vi sono le indicazioni per l’ingresso al complesso monumentale, dove si trova la biglietteria che spesso ospita anche piccole mostre.

La visita prosegue e finalmente si può godere della vista dell’abbazia e della sua imponente mole. Sarai colpito dalle forme di questa antica chiesa gotica, rimasta senza il suo tetto, ma non per questo meno suggestiva.

La storia

L’abbazia è stata costruita tra 1218 e 1288 dai monaci cistercensi. Normalmente i frati costruivano i loro monasteri vicino ad un fiume e ad importanti vie di passaggio. San Galgano non fa eccezione: a pochi passi scorre la Merse e, se si vuole arrivare in Maremma, questo è l’unico passaggio da Siena e dalle altre città della Toscana. Per questo motivo, l’abbazia divenne sempre più ricca e potente.

La carestia nel 1329 e la peste nel 1348 colpirono duramente la comunità monastica, tanto da costringere i frati, alla fine del 15° secolo, a trasferirsi a Siena. Nel 1550 i monaci di San Galgano erano ormai solo cinque, nel 1600 ce n’era uno solo. Le mura, l’imponente chiesa gotica e le stanze dei monaci erano ormai in rovina.

Il 6 gennaio 1786 si verificò il crollo del campanile, alto 36 metri, che travolse e distrusse buona parte del tetto della chiesa. Tre anni più tardi l’abbazia fu abbandonata. Tutto ciò portò a una decadenza che ebbe fine all’inizio del Novecento, quando furono avviati i lavori di ripristino.

L’eremo di Montesiepi

Dopo aver visitato l’Abbazia, non ti resta che intraprendere il sentiero indicato da appositi cartelli, verso l’Eremo di Monte Siepi. Dopo la morte di San Galgano, avvenuta nel 1181, i fedeli hanno voluto erigere una cappella di forma rotonda, tra il 1182 e il 1185.

Oltre alla tomba del Santo, al centro dell’edificio c’è la spada nella roccia: la pietra dove San Galgano infisse la sua spada come segno di aver lasciato definitivamente le armi per cominciare una nuova vita di fede.

Ispirazione

La rotonda di San Galgano non emula le antiche tombe etrusche di Populonia, Vetulonia e Volterra, località nei dintorni dell’abbazia. L’architetto si ispirò a Castel Sant’Angelo e al Pantheon di Roma.

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