Abbazia di San Colombano

Abbazia di San Colombano

L’abbazia di San Colombano, a Bobbio in provincia di Piacenza, è riconosciuta come uno dei centri monastici più importanti d’Europa e ha dalla sua una storia incredibile.

Come forse sai, la prima parte della struttura, il cenobio, fu fondata da San Colombano stesso nel 614 e fu l’ultimo centro fondato dal Santo.

Vediamo insieme più da vicino la storia interessante di questo monastero che ha attraversato i secoli con molta grazia e che ancor oggi restituisce atmosfere uniche.

L’abbazia di San Colombano

A quel tempo la struttura era molto semplice e si ispirava ai monasteri irlandesi; fondamentalmente erano capanne di legno raccolte attorno ad una chiesa e circondati da palizzate.

La chiesa di riferimento per questo centro era quella di San Pietro che sorgeva dove adesso vediamo il castello dei Malaspina. Ma quel piccolo cenobio, protetto da palizzate, divenne nel tempo un punto di riferimento.

I secoli di sviluppo

Dopo la morte di San Colombano il monastero continuò ad evolvere e nel giro di pochi secoli arrivò a diventare uno dei punti cardinali per l’influenza religiosa.

Infatti, non molti sanno che la sua biblioteca, nel 982, ospitava più di 700 codici. Un pozzo di cultura infinito che comprendeva alcuni dei manoscritti in lingua latina più antichi del mondo.

Nonostante questa rilevanza internazionale nel monastero non cambiò di certo la solida regola colombiana che prevedeva uno stile di vita austero, con digiuni, tanta preghiera, lavoro e studi approfonditi.

L’ampliamento del monastero

La nomea di questo monastero continuò a crescere a tutte le latitudini e alla fine dell’undicesimo secolo; per ospitare i molti pellegrini e adeguarsi alle nuove proporzioni della comunità, fu necessario un ampliamento.

Venne dunque deciso di spostare il monastero nella posizione attuale, sotto la guida dell’abate Agilulfo. Furono creati una foresteria, dei magazzini, delle stalle, dei mulini, delle cantine, dei forni, dei laboratori, un’infermeria e un orto per la coltivazione di erbe medicinali che veniva chiamato “giardino dei semplici”.

L’arrivo dei benedettini e la storia degli ultimi secoli

Nel 1449 i benedettini presero il posto dei monaci colombaniani e misero presto mano alla basilica e al monastero. Tant’è che se oggi vai a visitare il monastero tutto il complesso abbaziale risale alla fine del XV ed inizio XVI secolo.

A livello architettonico solo un piccolo tratto dell’abside circolare, parte della torre campanaria e una porzione dello splendido pavimento a mosaico, conservano il ricordo della basilica protoromanica.

La zona del refettorio, dove oggi troverai il Museo della Città, è rimasta invariata come nel XI secolo. Purtroppo Napoleone oltre a sopprimere l’abbazia, depredò tutti i suoi tesori soprattutto i suoi codici antichi che vennero venduti all’asta.

Il monastero oggi

L’antico patrimonio dei codici bobbiensi, ai nostri giorni, è andato ad arricchire varie ed importanti biblioteche italiane: la Biblioteca Ambrosiana di Milano, la Biblioteca Vaticana di Roma, la Biblioteca Nazionale di Torino e altre.

Chi va a visitare il monastero di San Colombano oggi non rimane deluso: il chiostro e il corridoio dell’abbazia sono aperti tutti i giorni sino alle ore 20 nel periodo invernale e ore 22 nel periodo estivo.

In questa struttura è possibile respirare un’aria che sa di antico, di profonda pace e di semplicità. Qui è cresciuta la cultura più profonda e nobile legata alla cristianità.

Ti consigliamo vivamente di fare una visita a tutto il complesso del Monastero di San Colombano, ricordandoti di essere un visitatore educato, rispettoso e attento.

La basilica oggi è una parrocchia del vicariato di Bobbio, Alta Val Trebbia, Aveto e Oltre Penice della diocesi di Piacenza, e conserva tutta la sua bellezza inalterata.