Abbazia di Pomposa

Abbazia di Pomposa

Vuoi conoscere uno dei monumenti più belli dell’Emilia Romagna ma anche uno dei più importanti centri di culto cristiano di tutto il Nord Italia? Ti porto alla scoperta della abbazia di Pomposa, a Codigoro in provincia di Ferrara. Per riempire i tuoi occhi di una incredibile bellezza.

Storia dell’Abbazia di Pomposa

Anticamente, il territorio in cui oggi sorge l’abbazia era un’isola circondata da due fiumi e dal mare ed era il luogo ideale per la vita meditativa. Infatti già dall’epoca longobarda (VII-VIII secolo) era presente una cappella che accoglieva gli eremiti. Ma fu solo dal IX secolo in poi che alcuni monaci vi stabilirono residenza definitiva fondando il convento.

La consacrazione della chiesa che completa l’abbazia avvenne nell’anno 1026 e da allora l’abbazia divenne un prestigioso punto di riferimento per il Medioevo. Qui venne custodita per secoli la cultura e la letteratura del tempo e, sempre qui, Guido d’Arezzo creò per la prima volta uno spartito con le note musicali moderne.

Nel XIV secolo, a causa dell’avanzare delle paludi e della malaria, l’abbazia venne abbandonata  e cadde in declino e in rovina. Questo finché non venne recuperata, nel 1802, dalla famiglia Guiccioli di Ravenna. In seguito divenne proprietà dello Stato e solo nel 1965 passò nuovamente nelle mani della chiesa, precisamente alla diocesi di Comacchio, i cui vescovi sono anche “abati di Pomposa”.

Cosa vedere all’abbazia di Pomposa

Il monumento più bello dell’abbazia di Pomposa è la splendida chiesa di Santa Maria. In particolare il campanile romanico (risale al 1063) alto ben 48 metri la cui caratteristica sono le bellissime finestre bifore, trifore e anche a quattro archi man mano che si sale sulla cima. Entrando in chiesa vedrai tre ampie navate divise da file di colonne bizantine e perfino di epoca romana. Dentro, meritano ammirazione:

  • il pavimento in marmo, abbellito da allegorie floreali e animali;
  • gli affreschi trecenteschi dell’Antico e del Nuovo Testamento;
  • gli affreschi dell’Apocalisse in cui spiccano i bellissimi Cavalieri, l’Arcangelo Michele e il drago dalle sette teste;
  • il Giudizio Universale, grande opera pittorica che riprende tutti i temi simbolici tipicamente medievali legati alla religiosità;
  • l’abside con gli affreschi di Vitale da Bologna.

La chiesa custodisce anche una reliquia di San Guido, patrono e fondatore della prima abbazia.

San Guido

Guido di Pomposa (970-1046) era nato a Ravenna e fino ai vent’anni seguì una vita e una carriera lontane dalla chiesa. Fu un viaggio a Roma che fece nascere in lui la vocazione sacerdotale, che lo portò già nel 1001 a diventare abate di San Severo a Classe. Fu tra i fondatori dell’abbazia di Pomposa e tra i riformatori della musica medievale. Morì durante un viaggio, mentre già si parlava della sua santità testimoniata da molti miracoli.

Il Monastero

Passeggiando nel grande chiostro ammirerai la struttura dell’antico monastero, con l’elegante Palazzo della Ragione in cui gli abati risiedevano e amministravano i loro affari. Nell’altra ala del convento potrai ammirare in particolare la Sala Capitolare, con affreschi trecenteschi della scuola di Giotto e il magnifico refettorio. Qui si contano magnifici affreschi che riprendono le storie del Vangelo ma anche eventi della vita di San Guido.

Il Museo

Nell’abbazia potrai visitare anche un museo molto interessante, ricavato nelle stanze dei dormitori dei monaci. Qui sono esposti oggetti quotidiani, oggetti sacri e altre testimonianze della vita monacale vissuta in questo luogo tra il IX e il XVI secolo.

Informazioni utili per la visita all’abbazia

Per arrivare all’Abbazia di Pomposa segui, da Ferrara, il raccordo autostradale per Porto Garibaldi imboccando poi la SS 309 Romea e dirigiti verso Venezia per altri 16 km. È possibile arrivare anche tramite pista ciclabile, in bicicletta.

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