Abbazia Benedettina di Santa Bona

Abbazia Benedettina di Santa Bona

Devi andare nel paesino di Vidor, provincia di Treviso, per ammirare l’Abbazia Benedettina di Santa Bona, dalle linee tipicamente gotiche.

Costruita appositamente per fare da scrigno alle reliquie di Santa Bona, portate in Italia dal cavaliere crociato Giovanni Vidor, signore del feudo, da allora attira chiunque ami quest’arte raffinata tipica del Veneto.

Storia dell’Abbazia Benedettina di Santa Bona

L’Abbazia di Santa Bona risale al secolo XII. La chiesa infatti fu fondata nel 1107, dopo il ritorno in patria del nobile crociato Giovanni Vidor, il quale come era usanza del tempo aveva “salvato” alcune reliquie cristiane dalle mani degli infedeli.

Nel suo caso erano le reliquie di una non meglio specificata Santa Bona, da non confondere con Santa Bona da Pisa che sarebbe vissuta un secolo dopo. La chiesa serviva a glorificare queste reliquie e anche a dare prestigio presso il papa alla famiglia Vidor.

Settant’anni dopo venne fondato il convento che avrebbe accompagnato l’attività religiosa della chiesa per secoli. Le notizie nel tempo sono poco chiare, si sa soltanto che passò “di mano in mano” finché non divenne proprietà dei Marchesi Dal Sacco, che tutt’ora la possiedono. Nel corso della Prima Guerra Mondiale fu usata come ospedale militare e fu anche danneggiata dalle cannonate. Ma venne recuperata e restaurata prontamente.

Cosa vedere all’Abbazia di Santa Bona

La visita alla Abbazia avviene solo in casi o eventi particolari, o tramite permessi speciali, perché si tratta di una proprietà privata. Se avrai l’occasione di farlo, però, il tuo tour guidato inizierà dal muro di cinta, che gira tutto intorno al complesso abbaziale. Questo comprende al proprio interno anche alcune antiche abitazioni e un giardino che si affaccia sul fiume Piave.

Si passa quindi all’interno della proprietà, ammirando il chiostro del XIII secolo che riporta ancora lo stile gotico del tempo, riflesso anche dallo stile delle finestre e delle porte. Da ammirare, qui, l’affresco della Vergine in trono con Gesù Benedicente fra S. Giovanni Battista e San Girolamo, forse di mano giottesca, o di qualche suo allievo. Il chiostro era il luogo di accoglienza dei forestieri che solo in un secondo momento venivano ammessi dentro il convento.

Nel chiostro, osserva in particolare le colonnine ai quattro angoli, cosiddette “ofitiche”: sono letteralmente “annodate” tra loro a simboleggiare l’unione tra umano e divino. I capitelli hanno come simbolo le croci dei Templari.

Dentro la chiesa, spicca su tutti il quadro di San Cristoforo, patrono dei naviganti e dei barcaioli. Si narra infatti che trasportò sulle proprie spalle Gesù Bambino attraverso un fiume. Essendo Vidor un paese sulla sponda del Piave, i traghetti e chi li manovrava sono stati sempre molto importanti, per questo la devozione al santo è così forte.

Potrai ammirare invece gli edifici-residenza soltanto dall’esterno e su uno di questi spicca una iscrizione che ricorda quando la “contessa Alfonsa Albertini Miniscalchi Rizzo tutta si dedicò alla ricostruzione della storica villa”. Il complesso fu riedificato dopo i gravi danni della Grande Guerra.

 

Altre informazioni sull’Abbazia

Una curiosità legata all’Abbazia di Santa Bona è il fatto che un tempo sorgeva su una sorta di isola paludosa. Le terre che oggi si chiamano “Quartier del Piave” furono bonificate nel corso dei secoli dai monaci benedettini, i quali così consentirono l’estensione delle colture agricole migliorando.

La presenza di questa abbazia è dunque un tesoro inestimabile, non solo storico, per questo angolo di Veneto. Vale la pena venire a vederla. Per farlo, arriva prima a Treviso e prosegui verso Montebelluna per 30 chilometri. Le indicazioni turistiche ti condurranno a Vidor e al sito del complesso abbaziale.